Per loro non esiste il Natale commerciale, dei grandi magazzini, delle vetrine e dei saldi.
Sono tutti impegnati a fare i "bravi" perchè sanno che qualcuno li sta guardando e sanno che i regali si conquistano così. Con la bontà, non con i soldi.
Per loro ogni luce è fonte di meraviglia, ogni albero è la conferma che qualcosa sta succedendo.
Ogni bambino è uguale nella misura in cui è stato bravo agli occhi di Babbo Natale e questo per loro è una valida unità di misura. Nessuna religione, nessun colore, nessuna lingua li distingue.
Quasi come se quello del Natale fosse un rito educativo.
Forse dovremmo un po' fermarci ad osservare con quanto entusiasmo affrontano questo periodo e quanta speranza e stupore c'è nei loro occhi e nelle loro bocche spalancate.
Certo noi siamo adulti e abbiamo una percezione diversa della realtà.
I problemi ci sono e sempre ci saranno non è certo Babbo Natale quello che li risolverà.
Però dovremmo metterci la stessa energia e la stessa carica di speranza per arrivare dove vogliamo arrivare, sia che la meta sia la fine di un problema sia che sia un obiettivo da raggiungere.
Nessuno vuol fare la finta morale del "a Natale siamo tutti più buoni e più bravi".
La morale dovrebbe essere:" A Natale certi aspetti della vita si accentuano talmente tanto che ogni anno potrebbe darci mille spunti per imparare qualcosa".
E non lasciateli all'anno prossimo i buoni propositi. Cercate nell'abbondare di questo periodo, la vostra fonte di energia, nel caso ve ne servisse una.
ps. osservateli i bambini, che hanno parecchie cose da insegnarci.
Sara
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