lunedì 15 dicembre 2014

Christm....not yet!

I bambini sono la più grande risorsa del Natale.
Per loro non esiste il Natale commerciale, dei grandi magazzini, delle vetrine e dei saldi.
Sono tutti impegnati a fare i "bravi" perchè sanno che qualcuno li sta guardando e sanno che i regali si conquistano così. Con la bontà, non con i soldi.
Per loro ogni luce è fonte di meraviglia, ogni albero è la conferma che qualcosa sta succedendo. 
Ogni bambino è uguale nella misura in cui è stato bravo agli occhi di Babbo Natale e questo per loro è una valida unità di misura. Nessuna religione, nessun colore, nessuna lingua li distingue.
Quasi come se quello del Natale fosse un rito educativo.
Forse dovremmo un po' fermarci ad osservare con quanto entusiasmo affrontano questo periodo e quanta speranza e stupore c'è nei loro occhi e nelle loro bocche spalancate.
Certo noi siamo adulti e abbiamo una percezione diversa della realtà.
I problemi ci sono e sempre ci saranno non è certo Babbo Natale quello che li risolverà.
Però dovremmo metterci la stessa energia e la stessa carica di speranza per arrivare dove vogliamo arrivare, sia che la meta sia la fine di un problema sia che sia un obiettivo da raggiungere.
Nessuno vuol fare la finta morale del "a Natale siamo tutti più buoni e più bravi".
La morale dovrebbe essere:" A Natale certi aspetti della vita si accentuano talmente tanto che ogni anno potrebbe darci mille spunti per imparare qualcosa". 
E non lasciateli all'anno prossimo i buoni propositi. Cercate nell'abbondare di questo periodo, la vostra fonte di energia, nel caso ve ne servisse una.

ps.  osservateli i bambini, che hanno parecchie cose da insegnarci.

Sara

martedì 2 dicembre 2014

Storie nelle storie

Vi racconto una storia. Ma non di quelle comuni,qui non si parla di persone.Si parla di condizioni dello stato d'animo. Questa è la storia di un particolare introspettivo che abita ognuno di noi. L'animo umano raccontato dal suo interno, dai suoi stessi vizi o pregi. 
Vi lascio alla lettura del primo capitolo. Di un libro che sta solo nella mia testa per ora. E che è molto simile all'ultimo libro del codice civile,dove tutte le idee vengono scritte li per essere scritte, ma non c'è un ordine preciso. Ecco nella mia testa non c'è un ordine preciso, ma ogni tanto devo svuotarla...e lo faccio qui.
enjoy it!



Conoscevo un tale di nome Jack.
Lui faceva parte di ogni persona, conosceva le loro esistenze, ne era l’unità di misura. Non sapeva chi o cosa gli avesse concesso questo privilegio nel mondo ma doveva provare alle persone stesse che non era stato creato invano.
Si manifestava attraverso i gesti.
 Anche le parole certo, ma di solito quelle contano poco per gli esseri umani. Puoi dare atto ad una parola di essere stata pronunciata ma la sua stessa interpretazione rimane soggettiva all’orecchio di chi la riceve.
La riceve.
Perché non sappiamo se la sta ascoltando o sentendo, la differenza è sensibile.
Comunque senza sentimentalismi concentriamoci sui gesti.
Jack viene fuori ad ogni gesto, nella giusta misura.
È come una bilancia naturale che attribuisce pesi ed equilibri ai fatti.
Quelli accadono.
E quando una cosa accade non puoi tornare indietro, o ripensarci, o pronunciare un fatto in un altro modo, con un’altra tonalità o accezione.
Sono così belli i fatti. Fanno parte dell’esperienza e ci riempiono la vita.
Provate a immaginare una vita dove non succede niente. Ma niente niente.
Nemmeno alzarvi dal letto la mattina, mettervi i calzini, lavarvi i denti. Niente di niente.
Dite bene, non è vita.
Ora immaginate una vita dove non succede niente. Ma un niente diverso, dove non ci sono persone, non avete dialogo, la ragione, l’istinto o i sentimenti.
Dite bene di nuovo, non è vita.
Anzi penso sia la peggiore delle vite che un essere umano possa vivere, perché sappiatelo,  siamo animali sociali.
Ognuno ha bisogno degli altri nella sua personalissima misura, ed è qui che entra in gioco Jack.
Lui è la chiave attraverso la quale leggiamo le persone e decidiamo in quale e in quanta parte queste persone hanno la facoltà o meno di far parte della nostra esistenza. Attribuiamo alle persone parte del nostro amico Jack affinchè possano comprendere perché le abbiamo scelte e che cosa ci fanno loro al nostro fianco.  Jack cresce in scala e la sua vita finisce quando noi decidiamo qual è l’ultimo gradino valido.
Siamo esseri umani. Smettetela di pensare di essere diversi da questa specie di cui non vi sentite appartenenti. Non siete diversi da nessuno, non siete alieni.
Siete uomini.
Se volete fare la differenza ed essere diversi o speciali per qualcuno, beh mi dispiace deludervi, ma dovrete farlo da uomini.
Con i vostri limiti.
Siete molto più semplici di quello che pensate e non contorcete la vostra mente per cercare di studiarvi. Impegnatevi piuttosto a prendere consapevolezza di quello che siete e che tipo di esseri umani volete essere.
Lavorate su voi stessi, come individui.
Siate speciali per qualcuno. Fategli apprezzare il mondo così come voi lo vedete attraverso i vostri occhi.
Quegli stessi occhi attraverso i quali ci avete visto qualcosa nelle persone che avete scelto.
Comunque io sono Anima.
E il mio amico Jack, è Jack Valore.
Non tutti lo conoscono bene, alcuni non sanno nemmeno della sua esistenza, ma a me è sempre stato di grande aiuto. Mi ha salvata a volte, mi è servito ad essere più leggera, ad amare solo in nome dell’amore, a gioire solo in nome del piacere e a vivere solo in nome della vita.
Non so se questo sia un punto di riflessione o solo un altro punto interrogativo, in ogni caso, volevo concedermi una boccata d’aria da tutto il mio da fare nell’essere sempre impeccabile.
Anche io ho i miei momenti no sapete,quelli per me stessa e con me stessa.
Ma dall’alto dell’importanza del nome che porto, vi posso assicurare che i momenti migliori che ho passato portano il mio e altri nomi di persone, che Jack mi ha aiutata a scegliere con la maggior cura di cui era capace.
Dalla penna di una modesta autrice.
Io ci ho messo il cuore e l’inchiostro voi metteteci ciò che volete.

Sara Orlandi

sabato 19 aprile 2014

100happydays

Da oggi, sabato 19 aprile 2014 parte anche per me la sfida lanciata dai social #100happydays.
Un progetto che prevede di immortalare e postare ogni giorno per 100 giorni la foto di qualcosa che ci ha resi felici quel giorno, che ci ha fatti sentire speciali o abbia suscitato in noi emozioni positive.
Qualsiasi cosa può essere oggetto della nostra felicità quotidiana, la nostra ispirazione. Proprio per questo ho deciso di accettare la sfida che mi è stata lanciata come invito a dimostrare a tutti coloro i quali non credono alla felicità quotidiana, ai piccoli gesti, alla riscoperta di se stessi passo dopo passo, un morso alla volta, che siamo tutti circondati di opportunità e spunti per dare un senso ad ogni giorno e cominciare a cambiare il nostro modo di vedere la vita a partire dalle piccole cose per arrivare a quelle più grandi, dando attenzione ai dettagli, ai sorrisi, agli sguardi.
Molti cedono e gettano la spugna molto prima di arrivare al centesimo giorno.
La costanza di questa sfida è una metafora che riflette la capacità di fare le cose che abbiamo se davvero troviamo la volontà di farlo. Sconfiggere il grigiore della pigrizia e mettersi in gioco sono le parole d'ordine del progetto 100happydays.
qui trovate il link per mettervi in gioco anche voi e prendere questa iniziativa come spunto per sforzarvi di cercare ciò che di positivo c'è in ogni giorno.

http://www.100happydays.com/it/

Siate un po' il Galileo Galilei di voi stessi, rivoluzionate il vostro modo di vedere le cose.
Siate curiosi e affamati di vita.
Che la sfida abbia inizio! ;-)

#abbiateilsoledentro #100happydays #beinspired

Sara